L’Istituto Gestalt Firenze è felice di invitarvi alla quinta edizione dell’International Gestalt Training, che si terrà a Firenze nei giorni 27, 28 e 29 novembre, nella cornice verde e collinare di Villa La Stella.
IGF ha inaugurato la prima edizione di questo progetto nel 2019, con una pionieristica avventura di gruppo. Partecipanti internazionali, riuniti per quattro giorni di lavoro e di vita insieme, su proposta di Paolo Quattrini, fondatore di IGF, comunicavano utilizzando ciascuno la propria lingua d’origine. La scommessa era che il linguaggio del sentire e dell’esperienza fenomenologico-esistenziale potesse mediare l’incontro e l’apprendimento. E la scommessa funzionò felicemente.
Dopo due successive edizioni online, dal 2022 siamo tornati in presenza e l’incontro internazionale si è configurato sempre più come uno spazio di ricerca e pratica degli interventi di comunità.
Nel 2024, in occasione di Gestalt Beyond the Border, l’esperienza si è estesa al paese di Settignano, luogo profondamente legato alla vita di Paolo Quattrini: attività, incontri e persone hanno abitato i diversi spazi di questo meraviglioso paese affacciato su Firenze, coinvolgendo la comunità nella realizzazione delle giornate.
Quest’anno Paolo Quattrini e altri colleghi della Gestalt, amici e maestri amatissimi, come Alessandra Petrone, Sergio Mazzei e Leonardo Magalotti, ci accompagneranno con le loro ispirazioni, speriamo, da altre dimensioni spazio-temporali.
Vogliamo per questo dedicare la nuova edizione a un tema di ricerca che stava particolarmente a cuore a Paolo: la relatività e la qualità del tempo vissuto, per attraversare anche quella presenza dell’assenza che la vita continuamente ci propone.

Gestalt Community Interventions and Art-based Research Projects prosegue nel suo intento di creare una rete internazionale di connessione e ricerca comunitaria, approfondendo il contributo della Gestalt a orientamento fenomenologico-esistenziale e le modalità di intervento a mediazione artistica nei diversi contesti di vita e di comunità, con particolare attenzione alla qualità dell’esperienza e delle relazioni.
Negli anni, per IGF, la ricerca qualitativa ha assunto un ruolo sempre più strettamente connesso alla pratica, alla riflessione e alla diffusione di pratiche artistiche a orientamento fenomenologico-esistenziale applicate a contesti di intervento individuale, di gruppo e di comunità.
Nell’attuale scenario mondiale, segnato da guerre, nuove povertà e trasformazioni sociali che richiedono flessibilità e la costante umiltà di imparare, riteniamo importante che psicologi, psicoterapeuti, professionisti della relazione d’aiuto e altri professionisti impegnati nel campo sociale, educativo, sanitario, della ricerca e delle arti possano incontrarsi e mettere in comune conoscenze ed esperienze.
Costruire insieme nuovi sentieri di conoscenza significa cercare risposte capaci di dialogare con i bisogni che la società contemporanea esprime, lasciando emergere intuizioni, domande e possibilità nuove attraverso l’incontro e l’interdisciplinarietà.
Il tempo vissuto è come un silenzio, dove si crea stupore, meraviglia.
Dove nasce la meraviglia si produce una piccola rottura della continuità. Pensavo di sapere. Pensavo di avere già visto. Pensavo che sarebbe andata così. E invece qualcosa appare diversamente.
La meraviglia interrompe per un istante il già conosciuto e restituisce all’esperienza la possibilità di accadere.
È forse da questa interruzione che vogliamo partire. Che cosa accade là dove il tempo previsto si incrina? Il tempo vissuto comincia forse proprio là dove il tempo lineare subisce una crepa.
Il silenzio tra le parole; le nuvole viste cento volte che improvvisamente tornano ad apparire come la prima volta; una fotografi a che ridiventa esperienza; la meraviglia di imparare qualcosa; una decisione che il corpo sembra aver già preso in un attimo; il tempo della nascita e quello del fi ne vita; il teatro, la lettura, una canzone; un avvenimento inatteso che devia il corso di ciò che credevamo già scritto.
In queste fessure il tempo fi ltra e smette di essere soltanto il contenitore entro il quale l’esperienza deve trovare posto.
Diventa una qualità dell’esperienza stessa: è l’esperienza che plasma il proprio tempo per poter esistere.
Possiamo allora domandarci: che cosa permette a un’esperienza di prendere forma?
Il tempo vissuto della coscienza sembra disobbedire alle leggi dell’orologio. Un istante di molti anni fa può riconfi gurarsi nel presente e tornare come una scintilla di vita; altri periodi interi sembrano invece scomparire dal nostro orizzonte. Ci sono esperienze che continuano a dilatarsi dentro di noi ogni volta che vengono rievocate, che rimangono sorgenti interne di dialogo e di trasformazione.
Forse viviamo, nella nostra vita, attimi di eternità. Non un’eternità immobile o sottratta al divenire, ma «un’eternità che riprende freschezza ogni volta che vi si posa lo sguardo».
In questa prospettiva, il pensiero di Simone Weil sull’attenzione ci offre una traccia preziosa. L’attenzione non coincide con lo sforzo di impadronirsi di qualcosa, ma richiede attesa, disponibilità, capacità di sostare davanti a ciò che ancora non sappiamo. Anche il tempo apparentemente sterile dello studio, la fatica che non produce immediatamente un risultato, possono trasformare chi attraversa quell’esperienza.
Imparare significa allora anche imparare ad abitare il silenzio, la lentezza, la difficoltà e il non sapere.
Una poesia difficile richiede tempo.
Comprendere un autore richiede tempo.
Ascoltare davvero una persona richiede tempo.
Anche Paolo Quattrini, interrogando la Relatività e qualità del tempo vissuto in psicoterapia, distingue il tempo dal ritmo e mette in discussione la nostra tendenza ad accelerare i comportamenti per tentare di stare al passo con un tempo percepito come insufficiente:
In musica invece si sa bene come in uno stesso tempo possano coesistere vari ritmi diversi, di cui uno fa da contenitore all’altro e ne incrementa la qualità.
La questione diventa allora non soltanto quanto tempo abbiamo, ma come lo abitiamo.
Nell’esperienza corporea fenomeni diff erenti accadono contemporaneamente e secondo ritmi differenti.
Corpo, pensiero, emozione, relazione, immaginazione non devono necessariamente procedere allo stesso passo.
Riconoscere questa molteplicità può restituire qualità all’esperienza e aprire alla possibilità che ritmi differenti trovino una loro composizione.
È in questa relazione di ascolto e di contatto con i fenomeni che può manifestarsi qualcosa di inedito. Non necessariamente perché ciò che incontriamo sia nuovo, ma perché cambia la nostra relazione con ciò che appare, mentre anche noi cambiamo, istante dopo istante.
La nuvola l’abbiamo vista cento volte. Eppure, improvvisamente, la vediamo.
La fotografi a la conosciamo. Eppure torna a commuoverci.
Una parola abituale viene separata dall’altra da un silenzio, e qualcosa cambia.
Una vita sembra seguire un percorso già determinato e, improvvisamente, compare una possibilità.
C’è poi un’altra immagine che vorremmo interrogare: quella del tempo rubato. Il tempo per fare ciò che si ama, amando ciò che si sta facendo; il tempo sottratto a ciò che sembrava già stabilito.
Rubato a che cosa?
Alla produttività, alla prestazione, all’urgenza. Ai protocolli e ai tempi istituzionali. Alla linearità delle biografi e previste e alle aspettative di genere. Alla malattia e alla diagnosi. Persino, nel fi ne vita, al tempo misurato soltanto attraverso la domanda: quanto resta?
Il tempo rubato può allora diventare uno spazio temporale sottratto al già stabilito, nel quale torna possibile fare esperienza.
Ed è qui che la rifl essione sul tempo vissuto oltrepassa il solo campo psicoterapeutico e interroga la qualità della vita e delle relazioni nei diversi territori dell’esistenza.
Da questa domanda nascono le cinque aree tematiche che attraverseranno l’International Gestalt Training:
Workshop esperienziali, Tavole Rotonde e sessioni Plenarie saranno differenti luoghi da cui avvicinare queste domande, mettendo in dialogo esperienze, pratiche e prospettive diverse.
Forse, allora, “Siamo in tempo” non è soltanto il titolo di questo incontro.
Può essere un’aff ermazione, un interrogativo, forse persino un invito.
Essere in tempo non signifi ca soltanto arrivare prima che sia troppo tardi. Significa anche riconoscerci dentro il tempo, attraversati dai suoi ritmi, dalle sue interruzioni e dalle sue possibilità.
Siamo in tempo per sostare.
Siamo in tempo per ascoltare.
Siamo in tempo perché qualcosa che credevamo di conoscere possa apparire diversamente.
Siamo in tempo perché diff erenti ritmi possano coesistere.
Siamo in tempo perché un’esperienza trovi la propria forma.
E forse siamo in tempo ogni volta che, dentro ciò che sembrava già previsto, una fessura restituisce all’esperienza la possibilità di accadere.
Siamo in tempo finché qualcosa può ancora accadere.
Valentina F. Barlacchi
Direttrice, Istituto Gestalt Firenze (IGF)
Le cinque aree tematiche che guideranno le attività di Tavole Rotonde, Workshop Esperienziali e Plenarie saranno:
Psycho-Social Support (PSS), dove ci occuperemo del contesto carcerario, di migranti, delle diverse marginalità, dei bisogni di una comunità in trasformazione, con le attuali problematiche sociali e economiche.
Educazione, Bambini, Famiglie, qui prenderemo in considerazione il tema dell’educazione affettiva nei vari contesti del ciclo di vita delle persone, dall’infanzia, alla creazione di rapporti genitoriali nelle diverse forme della famiglia e oltre. Dalla terapia, all’educazione scolastica, alla vita di coppia e familiare con le varie prove e avventure che la crescita personale comporta in ogni tappa della vita.
Genere, cruciale un focus su questo tema, che permetterà di affrontare problematiche relative alle differenze di genere nei vari contesti della società; la violenza di genere nelle sue varie forme, tra cui il femminicidio, una piaga fin troppo aperta della nostra società.
Sanità, formazione, fine vita, imprescindibile per una società che si dichiara evoluta, è occuparsi del contributo che la formazione può portare al benessere di pazienti che vivono situazioni di vulnerabilità estrema, spesso reclusi nella categoria di malati e operatori sanitari, spesso oppressi da vissuti di burn-out e dalla mancanza di sostegno psicologico. Il fine vita e l’accompagnamento a questa fase dell’esistenza è il centro da cui ripartire per celebrare la vita e su cui abbiamo bisogno di interrogarci e condividere esperienze professionali e personali, per imparare ad essere meno spaventati nell’accompagnarci nel fine vita personale, di chi amiamo, e come operatori.
Ricerca, La ricerca è per noi un’area fondamentale, generatrice di nuova conoscenza.
Particolare attenzione sarà dedicata alla ricerca qualitativa, in dialogo con approcci terapeutici, sociali e comunitari fondati su un’epistemologia fenomenologica. Si incontreranno metodologie differenti di conduzione della ricerca e testimonianze di progetti conclusi e in corso d’opera. Ci accompagnerà una domanda: come possiamo conoscere un’esperienza senza ridurlasoltanto a ciò che può essere misurato?
L’International Gestalt Training sarà un’opportunità di incontro in presenza tra relatori e partecipanti in un contesto internazionale, nel quale condividere esperienze, pratiche, approfondimenti e riflessioni teoriche e applicative.
Le cinque aree tematiche costituiranno il filo conduttore di tre differenti forme di lavoro che si alterneranno durante le giornate:
Ritorna presto per visionare tutte le proposte di Workshop, Tavole Rotonde e Plenarie dei rispettivi conduttori.
Ma nel frattempo controlla le nostre imperdibili offerte per partecipare.
La giornata di venerdì prevede l’apertura in plenaria, cinque workshops e cinque tavole rotonde.
Clicca qui sotto per leggere CURRICULUM e ABSTRACT degli interventi.
Sabato sarà la giornata più densa di appuntamenti, tutti imperdibili!! Un incontro in plenaria con Ines Testoni e Guidalberto Bormolini, Focus Group sulla plenaria, cinque workshops e cinque tavole rotonde.
Clicca qui sotto per leggere CURRICULUM e ABSTRACT degli interventi.
Domenica, la giornata di chiusura. Con altri cinque workshops da non perdere, e una plenaria di chiusura dell’International Gestalt Training.
Clicca qui sotto per leggere CURRICULUM e ABSTRACT degli interventi.
POSTI LIMITATI
Crediti ECM: 40€ (da sommarsi alla quota di iscrizione) – solo per la partecipazione all’intero evento
Per info su modalità di iscrizione e riduzioni, scrivi alla segreteria organizzativa dell’evento
oppure compila il form!
L’evento si terrà a Villa La Stella, Firenze. La registrazione avverrà venerdì 27 novembre dalle 13.00 alle 14.00 davanti alla Sala Grande.
La sede si trova sulle colline fiorentine ed è accessibile sia con i mezzi pubblici che in auto:
Si consiglia di utilizzare l’accesso posteriore della villa per facilitare il parcheggio.
È necessario imboccare Via della Piazzuola e successivamente svoltare in Via di Barbacane
L’evento si focalizza su cinque aree tematiche:
Per approfondire le aree tematiche puoi leggere i contenuti sulla nostra pagina Facebook.
Dopo l’acquisto del biglietto, potrai prenotare la partecipazione a Workshop Esperienziali e Tavole Rotonde. I posti sono limitati, quindi ti consigliamo di prenotare al più presto.
Le Tavole Rotonde sono sessioni interattive che riuniscono esperti e partecipanti per discutere temi chiave come Genere, Sanità, Educazione, Supporto Psicosociale e Ricerca. Questi incontri favoriscono un dialogo aperto e interdisciplinare, mirato a esplorare profondamente le sfide attuali e a sviluppare soluzioni condivise attraverso l’approccio gestaltico.
I Workshop Esperienziali sono esperienze pratiche e immersive condotte da professionisti del settore. Progettati per approfondire tematiche specifiche, questi laboratori offrono ai partecipanti strumenti e metodologie da applicare sia nella sfera professionale che personale. Attraverso attività interattive, potrai esplorare nuovi approcci e arricchire le tue competenze.
Sì, partecipando all’intero evento potrai ottenere 18 crediti ECM per varie professioni sanitarie. Il costo aggiuntivo è di 40€.
La lingua ufficiale è l’italiano. È prevista la traduzione degli interventi dei relatori stranieri.
I tre giorni del convegno sono stati pensati per creare una base di partenza per un’iniziativa di lungo respiro: vogliamo creare un portale di occasioni e di scambio tra chi lavora già o è interessato a lavorare nel sociale con progetti di Gestalt a orientamento fenomenologico esistenziale, in differenti contesti di marginalità e non solo.